Nel cuore della Valtènesi, dove il vento del lago di Garda si intreccia tra i filari, nasce Rosalìa, un rosato fuori dal tempo, fuori dagli schemi.
Un vino naturale e artigianale, figlio della terra e del cielo, che fermenta spontaneamente, libero, senza filtri, senza maschere.
Una leggera carbonica, nata per custodirlo senza solfiti aggiunti, lo rende vivo, pulsante, come un astro in bottiglia.
Nulla è tolto, tutto è lasciato: materia, aromi, sapori. Qui non c’è chiarifica, non c’è sottrazione, ma solo espressione radicale.
Rosalìa è un inno al vino di una volta, un Chiaretto inedito, che sfida la consuetudine della Valtènesi, dove il vino spesso si piega al compromesso.
Lui no. Lui ride in faccia alla standardizzazione e si racconta senza vergogna.
Bevilo fresco, col cuore aperto, sotto il cielo stellato o al sole pieno.
Non sapremo mai quanto durerà, il consiglio che vi diamo è di acquistarne almeno 12 bottiglie e di goderlo, fresco, per tutta quest’estate 2025.
Imbottigliato a caduta per gravità, bottiglia per bottiglia, senza alcun utilizzo di macchinari tecnici per preservare la carbonica naturale che conserverà il vino dalla ossidazione per almeno un annetto.
Conservalo al fresco (dai 10 ai 18 gradi massimo).